Alienazione genitoriale in famiglia aristocratica: il caso Westmeath vs. Westmeath (1818)

La prima disputa legale che presenta le dinamiche dell’alienazione parentale risale al 1818 (caso Westmeath vs. Westmeath, Londra).

George Nugent, marchese di Westmeath, con sua moglie Emily Cecil aveva generato nel 1814 la figlia Rosa.  I genitori si erano separati con l’accordo che la figlia sarebbe stata affidata alla madre.

Però dopo una visita della figlia il padre si rifiutò di restituirla alla moglie e la inviò presso il duca di Buckingham, suo amico, vietandone gli incontri con la madre.

Successivamente  il padre e il duca avviarono con la figlia una campagna di diffamazione contro la madre.

La madre cercò di vederla in due occasioni nella sua nuova casa presso il duca di Buckingham.  Solo il secondo tentativo ebbe successo e la donna riuscì a rimanere sola con la bambina per poco più di un’ora prima di essere scacciata.

Rosa, la bambina, allora aveva 11 anni. Piangeva ma evitò di baciare la madre e stringerle le mano e ovviamente rifiutò di tornare a casa con lei.

La madre della bambina ricordò per tutta la vita le ultime parole scambiate con la figlia.  La bambina le disse: “Papà e il duca di Buckingham mi hanno fatto capire che tipo di donna sei. Non voglio mai più vedere la tua faccia“.

Fonti:
http://it.cathopedia.org/wiki/Alienazione_parentale
http://unknownmisandry.blogspot.it/2011/08/parental-alienation-in-1827-westmeath-v.html

 

 

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