“La sindrome di alienazione genitoriale” di Ritucci, Orsi, Grattagliano

La sindrome di alienazione genitoriale

Annalisa Ritucci* – Vincenzo Orsi** – Ignazio Grattagliano***

* Dottoressa in Psicologia Clinica dello Sviluppo e delle Relazioni.
** Università di Foggia,– Facoltà di Medicina e Chirurgia.
*** Sez Criminologia Clinica e Psichiatria Forense, Fac. Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Bari.

Parte I: Riassunto

Nel presente lavoro gli autori intendono presentare una rassegna dei principali contributi teorici e di ricerca presenti nella letteratura internazionale ed italiana sul tema della Sindrome di Alienazione Genitoriale, descritta da Richard Gardner, a partire dagli anni ottanta, come un disturbo psicopatologico (e, al tempo stesso, un abuso emotivo) che colpisce soggetti in età evolutiva, solitamente di età compresa tra i 7 e i 14-15 anni, al momento della separazione dei genitori e che insorge principalmente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. La sua manifestazione principale è una forte ed ingiustificata campagna di denigrazione rivolta dal figlio contro un genitore: essa è il risultato della combinazione della programmazione effettuata dal genitore indottrinante e del contributo personale e attivo offerto dal bambino alla denigrazione del genitore bersaglio.
In presenza, invece, di reali abusi o trascuratezza dei genitori, l’ostilità del minore può essere giustificata e, di conseguenza, la Sindrome di Alienazione Genitoriale come spie- Jura Medica – N. 2 – 2008, Anno XXI 181 gazione dell’ostilità del figlio non è applicabile. Viene proposta una lettura complessa delle dinamiche relazionali responsabili dell’insorgenza e del mantenimento della PAS, evidenziando come siano le risposte stesse di genitori e figli alla separazione (in qualità di evento stressante accompagnato da sentimenti, anche estremi, di rabbia, amarezza, desiderio di vendetta) a creare le condizioni circostanziali perché la sindrome possa svilupparsi.
Vengono, quindi, descritte le caratteristiche di personalità, le motivazioni e i pattern comportamentali degli “attori” della PAS (genitore alienante o programmatore, genitore alienato o bersaglio, figlio) i cui ruoli, intrecciandosi, danno vita ad una vera e propria collusione familiare, rinforzando e rendendo persistenti dinamiche relazionali disfunzionali.
Dopo aver descritto i punti nei quali si articola il continuum dall’attaccamento verso entrambi i genitori alla Sindrome di Alienazione Genitoriale vera e propria, nonché le principali tecniche di programmazione utilizzate dal genitore alienante, sono indicate le manifestazioni primarie e aggiuntive della PAS (che costituiscono altrettanti criteri di identificazione della sindrome). Viene, infine, presentata la classificazione proposta da Gardner (1998a, 1998b, 1999) dei tre livelli (lieve, medio, grave) della Sindrome di Alienazione Genitoriale, fornendo, inoltre, una descrizione dei comportamenti tipici di ciascun grado della PAS e ricordando come il criterio per una corretta diagnosi differenziale risieda nella valutazione della maggiore o minore importanza della sintomatologia espressa dal bambino mediante il suo comportamento e non del grado di indottrinamento cui può essere stato sottoposto.


Parte II: Riassunto

Gli autori intendono completare la rassegna letteraria sul tema della Sindrome di Alienazione Genitoriale partendo dalla descrizione dei due principali livelli contestuali di manifestazione della PAS: accanto, infatti, ad una collusione familiare che vede i membri della “triade” (genitore alienante, genitore alienato, figlio) rivestire ruoli complementari che innescano e alimentano dinamiche relazionali disfunzionali, esiste una collusione extra-familiare che ha come protagonisti, oltre alle famiglie di origine,ai parenti, agli amici e ai nuovi partner degli ex-coniugi, anche i professionisti che a vario titolo intervengono nelle dispute per l’affidamento dei figli. Vengono, quindi, illustratigli effetti a breve e a lungo termine della PAS sui minori, nonché le principali alterazioni psicopatologiche che possono insorgere soprattutto nel livello grave di manifestazione della sindrome. Per quanto concerne i progetti di intervento e trattamento, si sottolinea la necessità di integrare il livello giuridico e quello psicologico (Intervento Terapeutico Cooperativo) e si illustra la proposta di Gardner (1991a, 1992a, 2001a, 2001b), che delinea diverse possibilità di intervento integrato legale e psicoterapeutico da attuare e valutare in riferimento al livello della PAS osservato. Vengono, altresì, fornite alcune indicazioni circa il ruolo che i professionisti (giudice, avvocato, CTU, psicoterapeuta) dovrebbero rivestire per gestire adeguatamente l’intervento sui casi di PAS, per passare, poi, ad illustrare i principali rilievi critici nei confronti dell’opera i Gardner e le controversie circa l’esistenza stessa della Sindrome di Alienazione Genitoriale e il suo status di “objective standard”.

In conclusione, si delinea un quadro relativo allo stato delle conoscenze sulla PAS nel contesto italiano e al suo riconoscimento su più livelli: nella letteratura specialistica il crescente interesse per il fenomeno è testimoniato dalle sempre più numerose pubblicazioni di autori italiani sull’argomento, incluso un importante studio pilota sulla Sindrome di Alienazione Genitoriale nelle C.T.U. (Lubrano Lavadera, Marasco, 2005); a livello istituzionale e giurisprudenziale la sindrome è sempre più di frequente citata nelle sentenze dei Tribunali ordinari e per i minorenni, oltre ad essere menzionata in due importanti e recenti mozioni parlamentari sul tema delle separazioni “difficili”; a livello sociale la crescente sensibilità verso le problematiche inerenti le dispute per l’affidamento dei figli è testimoniata dall’ampia diffusione sul territorio nazionale di associazioni per la tutela dei diritti dei genitori separati e dei loro figli, nonché da iniziative (quali il “Movimento Marcia per la Bigenitorialità”) a sostengo del diritto dei figli minori a crescere mantenendo un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, anche dopo il divorzio.

Parte I: pubblicato su Rivista Jura Medica – N. 2 – 2008, Anno XXI. Articolo completo in pdf: link

Parte II: pubblicato su Rivista Jura Medica – N. 2 – 2008, Anno XXI.  Articolo completo in pdf: link

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